Circ. n. 04/63406 del 25/09/2001 - (modificata con DECRETO 21 febbraio 2013, n. 38)

Oggetto:
Nuove istruzioni sull’istituzione e sul trasferimento delle rivendite ordinarie e speciali.

L’intento di rendere sempre più funzionale l’assetto dei punti vendita dei generi di monopolio e la necessità di razionalizzare ulteriormente le procedure connesse ai relativi impianti rende opportuno rivisitare l’intera materia, al fine di renderla più adeguata alle modificate dinamiche del mercato. Su tanto s’impartiscono le seguenti disposizioni che sostituiscono le precedenti emanate al riguardo.

ISTITUZIONE DI RIVENDITE ORDINARIE

tab 5CRITERI GENERALI

Le rivendite di generi di monopolio possono essere istituite, su proposta di privati o d’iniziativa dell’Ispettorato Compartimentale, qualora nuovi sviluppi abitativi, e/o commerciali ovvero la particolare rilevanza assunta da taluni nodi stradali, rendano palesi carenze di servizio nella distribuzione dei generi di monopolio, e quando l’Ispettorato ravvisa carenze di servizio. Sia nel caso di proposta di privati, sia nel caso d’iniziativa dell’ufficio competente devono essere soddisfatte le condizioni di seguito riportate.


 A) DISTANZA E RAPPORTO  POPOLAZIONE - RIVENDITE

La distanza minima del locale adibito a nuova rivendita, rispetto a quello della rivendita più vicina già in esercizio, deve essere pari o superiore a:

a) metri 300, nei comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti;

b) metri 250,nei comuni con popolazione da 30.001 a 100.000 abitanti

c) metri 200, nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti.

In ogni caso, nei comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti non è consentita l'istituzione di una nuova rivendita qualora sia stato già raggiunto il rapporta di una rivendita ogni 1.500 abitanti,salvo che la rivendita ordinaria più vicinagià in esercizio risulti distante oltre 600 metri

La distanza deve essere calcolata seguendo il percorso pedonale più breve secondo le disposizioni di cui alla circolare del 23 maggio 1956, n. 04/47087.

Per l’individuazione delle classi di comuni va considerata la popolazione risultante dai dati ufficiali dell’ultimo censimento pubblicato dall’ISTAT. Per il computo degli abitanti delle frazioni o delle zone sparse si terrà conto della popolazione risultante da aggiornata certificazione comunale.


B) PRODUTTIVITA’  MINIMA

Oltre ai criteri delle distanze minime e dell’entità della popolazione, di cui alla precedente lettera A), nel valutare l’opportunità dell’istituzione di una nuova rivendita, occorre verificare il livello delle vendite dei congeneri vicini, al fine di individuare l’incidenza di tale istituzione sulla produttività delle rivendite già in funzione, e se la potenziale produttività del nuovo esercizio sia tale da giustificarne l’impianto. 

In ogni caso non si darà luogo all’istituzione di una nuova rivendita quando la quarta parte della somma dei redditi realizzati a tabacchi dalle tre rivendite più vicine, non raggiunga i seguenti valori:

a) € 18.885,00 per i comuni con popolazione fino ai 30.000 abitanti

b) € 30.260,00 per i comuni con popolazione da 30.001 a 100.000 abitanti

c) € 37.670,00 per i comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti.

I suddetti valori (1° gennaio 2013) saranno sottoposti a verifica biennale. 

Per procedere all’istituzione di una nuova rivendita devono essere soddisfatte le condizioni di cui ai punti A) e B), con la sola eccezione che si prescinde dai parametri suddetti per nuove istituzioni quando la distanza minima dalla rivendita più vicina sia di almeno 600 metri. La scrivente potrà inoltre, stabilire particolari criteri di gradualità nella istituzione di nuove rivendite nelle Province in cui l’andamento del mercato legale sia stato influenzato da rilevanti fenomeni di vendite illegali di generi di monopolio. Al fine di consentire un riscontro circa la sussistenza del parametro di reddito, i competenti Ispettorati Compartimentali forniranno, a richiesta delle associazioni nazionali maggiormente rappresentative, il dato complessivo relativo alla somma dei redditi delle tre rivendite più vicine al locale proposto per il nuovo impianto.


C) ISTRUTTORIA RELATIVA ALL’ISTITUZIONE DI NUOVE RIVENDITE


1. TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE DI NUOVE ISTITUZIONI

Le segnalazioni per l’istituzione di nuove rivendite ordinarie devono pervenire all’Ispettorato Compartimentale competente entro il primo trimestre dell’anno.

 Le segnalazioni pervenute fuori del suddetto termine potranno essere archiviate. L’Ispettorato procederà alla motivata archiviazione, eventualmente anche dopo sopralluogo e senza necessità  di avviare la relativa istruttoria, quando sia evidente ed oggettiva assenza dei prescritti requisiti previsti nelle precedenti lettere A) e B), nonché quando si riscontri l’assenza di una chiara indicazione del locale proposto o della zona segnalata. Le istanze reiterate saranno ovviamente archiviate quando non si rilevi un mutamento oggettivo e significativo nella situazione precedentemente esaminata.

 2. ISTRUTTORIA

Le proposte pervenute nei termini che presentino condizioni obiettive meritevoli di considerazione, tenuti presenti i criteri generali di cui alle predette lettere A) e B), dovranno essere raggruppate per comune e per zona ed istruite contemporaneamente per ciascun comune e per ciascuna zona in modo da avere un costante monitoraggio delle esigenze di servizio. Per tali segnalazioni verrà avviata l’istruttoria con richiesta di parere alla Guardia di Finanza e alle Associazioni di categoria rappresentative a livello nazionale. (Si intende rappresentativa a livello nazionale l’Associazione di categoria organizzata per articolazioni compartimentali e provinciali che conti complessivamente un numero di associati non inferiore al 5% degli esercizi attivi sul territorio nazionale). Sarà cura di questa Direzione Generale comunicare l’elenco delle Associazioni in possesso dei suindicati requisiti di rappresentatività. I pareri predetti dovranno essere richiesti dagli Ispettorati, anche cumulativamente, a mezzo raccomandata AR, dalla relativa data di ricevimento decorrerà il termine perentorio di giorni 60 per l’emissione del parere stesso.

Tale termine potrà essere prorogato di ulteriori giorni 30 qualora i citati Organi consultivi ne facciano richiesta per motivate esigenze istruttorie.Qualora i pareri suddetti non pervengano all’Ispettorato Compartimentale nei prescritti termini, lo stesso Ufficio procederà indipendentemente dalla loro acquisizione  Per ragioni organizzative nel computo del suddetto termine non deve essere ricompreso il periodo dal 01 al 31 agosto. Una volta pervenuti i pareri, gli Ispettori adotteranno le decisioni del caso con provvedimento motivato da mantenere agli atti dell’Ufficio per essere esibito, nell’ipotesi di reiezione, solo a richiesta di parte, e/o delle Associazioni che hanno partecipato alla procedura. Il procedimento dovrà essere ultimato nei termini di cui al decreto del Ministero delle Finanze del 19 ottobre 1994 n. 678. Nei casi in cui dalle risultanze istruttorie emerga che la zona proposta per l’impianto sia posta ad una distanza che non superi del 10% quella minima prescritta di cui al precedente punto A) o abbia una redditività presunta che si discosti di un valore inferiore al 10% di quella indicata nel predetto punto B), l’Ispettore convocherà, prima della definizione della trattazione, la Commissione di cui appresso.

3. COMMISSIONE

 Presso ciascun Ispettorato Compartimentale è costituita una Commissione, con articolazione anche provinciale, presieduta dal Vice Direttore del Compartimento o da persona delegata, e composta da un rappresentante designato dall’organizzazione di categoria che ha il maggior numero di iscritti a livello Compartimentale e da un Ufficiale della Guardia di Finanza. La Commissione ha funzione solo consultiva. Resta, dunque salva la facoltà degli Ispettori di decidere in modo difforme rispetto agli indirizzi emersi in Commissione, con espresso obbligo, in tal caso, di specifica motivazione della propria diversa determinazione.

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